domenica 10 maggio 2015

La Confraternita del Santo Sudario

Mentre a Torino, presso la Biblioteca Nazionale Universitaria, continua la mostra sulla storia del Tibet, da una settimana, presso Villa Remmert a Ciriè, è possibile visitare un'altra esposizione nata da un'iniziativa della Purple: la Confraternita del Santo Sudario.

Molti non sanno che Ciriè è un tassello importante nella storia della Sindone.

Infatti, a Ciriè, nel 1521, viene fondata, forse su ispirazione di un sacerdote savoiardo, la prima confraternita del “Saint Suaire”, che si identifica come la più antica  dopo quella di Chambéry. Inoltre, senza dubbio, nel 1578  il Telo, proveniente da Chambéry, è transitato da Ciriè, proprio per le garanzie assicurate dalla presenza di un  presidio del culto della Sindone.

Per l'occasione è stato scritto e prodotto uno splendito catalogo illustrato, caratterizzato dall'ormai inconfondibile design della Purple Editore!




LE SEZIONI DELLA MOSTRA

La mostra è articolata in tre sezioni : 
  • La Confraternita del Santo Sudario, 1521;
  • A tu per tu con la sindone.  Una passione di famiglia lunga un secolo;
  • Testimonianze sindoniche nelle Valli di Lanzo e nella Piana di Ciriè. Percorsi  tematici sul territorio.


La Confraternita del Santo Sudario, 1521.

La Confraternita del Santo Sudario, nel tempo, si è arricchita di un rilevante corredo di arredi mobili e oggetti
dei quali alcuni, molto significativi, sono giunti fino a noi .   Si tratta di dipinti su tela, sculture, tessili ricamati e dipinti, argenti e soprattutto insegne della Confraternita, tutte riportanti la riproduzione in varie fogge della Sindone.
E della Confraternita si sono preservati nel tempo anche alcuni importanti  documenti, manoscritti, libri a stampa, fotografie, relativi alla sua storia e al suo corredo di proprietà.
Oggetti densi di arte e di storia,   compresi  tra il XVII e il XX secolo, che in questa mostra hanno trovano la prima occasione di poter essere esposti al pubblico tutti insieme.  
L’esposizione rappresenta non solo un importante momento di  conoscenza e di valorizzazione di questo patrimonio storico-artistico nel periodo dell’Ostensione, ma anche un’occasione di riflessione sulla futura conservazione di tali opere, per le quali si auspica la creazione di un vero e proprio museo nella città di Ciriè che ne consenta la fruizione.
Questa sezione della mostra, che rappresenta il punto focale dell’esposizione,  ospita anche alcuni  oggetti  di proprietà privata, di interesse correlato.
Allo scopo di fornire una lettura il più possibile completa del patrimonio artistico e devozionale della Confraternita, sono presentate in mostra le riproduzioni fotografiche delle opere presenti nella chiesa del Santo Sudario che non potevano essere esposte perché di grandi dimensioni o inserite nel contesto architettonico dell’edificio.
Due sole opere non appartenenti alla Confraternita e conservate nel Duomo di Ciriè sono comprese nella mostra, sia per il forte legame con il tema sindonico,   sia per l’alto valore artistico.  Si tratta di un dipinto su tela ritrovato, di scuola beaumontiana,  raffigurante una Pietà, di grande impatto emotivo,   e di un’importante opera riscoperta, un Compianto sul Cristo morto in terracotta policroma della seconda metà del Cinquecento.
 Quest’ultima opera, composta da sei personaggi a grandezza naturale,  impresa di un grande artista ancora sconosciuto, indicato come il “Maestro del Compianto di Ciriè”, è da considerarsi tra le opere d’arte più importanti della città.  Nell’esposizione viene presentata attraverso un  apparato fotografico e documentario che include anche il percorso del lungo restauro concluso nel 2014.  






A tu per tu con la Sindone.
Una passione di famiglia lunga un secolo.

C’è una singolare storia di tradizione, studio e devozione verso il Sacro Lino conservato a Torino: è quella della famiglia Judica Cordiglia. La mostra in questa sezione ne presenta il percorso attraverso una ricca e varia documentazione, partendo da Giovanni Judica Cordiglia che dal 1931 al 1980 condusse fondamentali ricerche di ordine medico-legale e storico-archeologico sulla Sindone.
Il figlio Giovanni Battista, fotografo e documentarista, nel 1969 eseguì importanti riprese fotografiche della reliquia. La fotografia originale del Telo, per la prima volta eseguita in scala e  a colori, delle dimensioni di  4.36 mt x 1.11 mt, è esposta in  mostra.  Negli anni ’80 egli per primo ipotizzò che la formazione dell’immagine della Sindone fosse dovuta a un fenomeno fisico di natura elettrica. A seguito di esperimenti con apposite apparecchiature, ottenne eccezionali immagini di positivo fotografico sul negativo e l’inversione di destra-sinistra.
Nel 2008 il figlio Max  Judica Cordiglia fu il primo al mondo a manipolare con il 3D (che si vede con gli appositi “occhialini”) le fotografie della Sindone del 1969, dando forma e rilievo alla figura del Cristo sindonico. Con queste elaborazioni il lino appare come adagiato sul corpo dell’Uomo della Sindone, consentendo una più facile lettura delle forme del corpo, dei traumi e delle lesioni subite.
Durante l’esposizione  viene trasmesso materiale d’archivio della famiglia, tra cui alcune interviste e un documentario.  Un monitor auto stereoscopico diffonde immagini tridimensionali realizzate nel 2010 da Max Judica Cordiglia.  




Testimonianze sindoniche nelle Valli di Lanzo e nella Piana di Ciriè.
Percorsi  tematici sul territorio.

La sezione è ospitata nel parco di Villa Remmert e propone le testimonianze artistiche a carattere sindonico  presenti sul territorio delle Valli di Lanzo e della Piana di Ciriè , di proprietà pubblica e privata,  individuate nei vari  comuni.
I percorsi  intendono partire dal riconoscimento dei luoghi e delle valenze storiche delle testimonianze per far conoscere in modo unitario il patrimonio esistente in queste aree , correlato al tematismo della sindone, come  museo diffuso sul territorio.
Le testimonianze sono riprodotte fotograficamente e riportate sulla mappa di riferimento. 


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